Laser per capillari gambe: come funziona?

Laser per capillari gambe: come funziona?

I capillari evidenti rappresentano un inestetismo comune per molte donne e, per alcune, questi diventano un vero e proprio cruccio, soprattutto quelli delle gambe.

In quest’ambito, le nuove tecnologie hanno fatto passi da gigante e, ad oggi, uno dei metodi più sicuri e meno invasivi impiegati è il laser per i capillari delle gambe. 

Si tratta di un trattamento estetico molto efficace, rapido e senza particolari effetti collaterali. 

Laser per capillari gambe: come funziona?

Capillari delle gambe: le cause

In termini medici, i capillari agli arti inferiori vengono definiti teleangectasie. Questi sono, in pratica, delle piccole dilatazioni dei vasi sanguigni dermici che assumono, nel tempo e per specifiche cause, una morfologia lineare, curvilinea o arboriforme. 

Possono presentarsi in qualunque area delle gambe, evidenziandosi con colori che vanno dal rosso al violaceo fino al bluastro. 

Le cause possono essere estremamente varie. Anzi, spesso accade che sono più fattori assieme ad influenzarne l’evidenza. 

In linea più generale, i capillari delle gambe sono provocati principalmente da:

  • Predisposizione genetica
  • Fattori ormonali
  • Obesità
  • Sedentarietà
  • Lavori dove si resta molto tempo in piedi
  • Gravidanza
  • Eccessiva esposizione solare
  • Trattamenti estetici non corretti
  • Fumo

Estetica e salute: cosa ci dicono i capillari rotti delle gambe

Attenzione, però: quando parliamo di capillari rotti, non è sempre e solo una questione estetica. 

In alcuni casi, infatti, queste vene sono un campanello d’allarme che avverte la presenza di un potenziale problema circa il corretto funzionamento del sistema vascolare. 

Proprio per questo, prima di procedere con qualunque tipo di trattamento, è importante che un medico specializzato esegua tutta l’anamnesi della persona e che faccia eseguire i controlli di routine per stabilire se e come procedere.  

Trattamento laser per i capillari rotti: le domande delle pazienti

Vediamo adesso, assieme, come funziona questo trattamento, riportando alcune delle domande più comuni che mi pongono le mie pazienti. 

Come agisce il laser?

Il raggio laser usato segue le linee dei vari capillari, agendo in maniera selettiva. Attraversa la pelle – senza danneggiarla – e sigilla il capillare, che scompare all’istante. 

Al raggio è chiaramente associato un sistema di raffreddamento cutaneo, che agisce come leggero anestetico, eliminando anche il rischio di eventuali effetti collaterali. 

Si prova dolore durante il trattamento?

Ciascuno di noi ha la propria sensibilità dermica, ma in generale il trattamento è indolore. Al massimo si può avvertire una lieve sensazione puntoria. 

Quanto dura una seduta laser alle gambe? Quante ne occorrono?

Ogni seduta dura circa una ventina di minuti ed è ambulatoriale. 

Per ciò che concerne il numero di sedute, dipende. In genere, i capillari sottili scompaiono già con un unico trattamento, ma per lesioni più importanti possono essere necessarie da una a cinque sedute, intervallate fra loro di circa un mese. 

Chiaramente, il trattamento va ad agire solo sui capillari presenti, non su quelli che nel frattempo potrebbero insorgere. 

Che rischi collaterali ci sono?

Nessuno. Anche se si assumono farmaci per la circolazione arteriosa e venosa profonda, si può continuare la propria terapia, poiché il laser non va ad agire su tali sistemi. 

L’importante è che venga effettuata una diagnosi preventiva da un medico specializzato e che sia poi questi ad eseguire il trattamento. 

Cosa accade dopo il trattamento?

Dopo la seduta, la cute si presenta lievemente arrossata. Nei soggetti più sensibili possono presentarsi piccoli rilievi lungo il capillare trattato, come quando si viene pizzicati da un insetto. 

Il tutto, però, si risolve nel giro di poche settimane. 

C’è una terapia post-operatoria da seguire?

Sì, ma è molto semplice: basta solo applicare quotidianamente una crema antinfiammatoria e una protezione solare adeguata per alcuni giorni. 

Chi può fare il laser alle gambe?

Questo trattamento è particolarmente consigliato per coloro che hanno capillari di piccole dimensioni, fino ad un 1mm di spessore, che spesso rappresentano anche la forma più diffusa di inestetismo e che, nel tempo, tende ad aumentare. 

Laser per capillari gambe: come funziona?

I vantaggi del trattamento laser 

A differenza della scleroterapia, molto invasiva e che può comportare non pochi rischi ed effetti collaterali, il laser si pone come un trattamento sicuro, indolore ed efficace, ma anche duraturo. 

È un’ottima soluzione estetica anche se si ha un incarnato scuro e se si è sotto terapia farmacologica specifica. 

Dunque, si pone davvero come la soluzione ideale per dire addio agli inestetismi delle lesioni venose.

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Dermatite da caldo e da freddo: attenzione al cambio di stagione

Dermatite da caldo e da freddo: attenzione al cambio di stagione

I cambi di stagione hanno un impatto notevole sul nostro organismo, specie se si soffre di dermatite, di qualunque tipologia essa sia. 

Sintomi quali stanchezza, irritabilità e disturbi del sonno sono tipici delle modificazioni ambientali e climatiche, ma in caso di dermatiti si può assistere ad una riacutizzazione dei sintomi. 

Ciò avviene poiché il passaggio dall’inverno alla primavera e dall’estate all’autunno provoca una sorta di trauma per la pelle, da sempre esposta ad ogni tipo di agente atmosferico e soggetta all’uso di saponi e prodotti vari, non sempre adatti al caso. 

Ma come possiamo difendere la pelle dai cambi di stagione? E, soprattutto, come prevenire e contrastare la dermatite da freddo e la dermatite da calore? 

Vediamolo assieme. 

Dermatite da caldo e da freddo: attenzione al cambio di stagione
Dermatite da caldo e da freddo: attenzione al cambio di stagione

Dermatite da calore: consigli e dritte

L’arrivo dei primi caldi fa bene alla pelle e all’intero organismo, soprattutto per chi soffre di dermatite atopica. 

Qui, un ruolo fondamentale svolge il sole, ma è importante ricordare di esporsi ai raggi solari con cautela, preferendo gli orari in cui sono meno forti e usando sempre la protezione solare adatta al proprio fototipo. 

Dermatite da caldo e da freddo: attenzione al cambio di stagione

In linea generale, possiamo stilare un elenco di suggerimenti utili per evitare la dermatite da calore e vivere senza stress per la pelle il periodo della primavera e dell’estate:

  • Indossare abiti realizzati con tessuti naturali come cotone e lino, evitando quelli sintetici che aumentano la sudorazione e possono dare irritazione
  • Proteggere la pelle con una crema adatta alla propria tipologia di pelle, facendo attenzione che abbia un filtro solare adeguato. Ovviamente, tale crema va messa prima di recarsi in spiaggia e riapplicata dopo ogni bagno o secondo le indicazioni del produttore
  • Dopo la doccia, idratare sempre la pelle con una crema leggera. Da preferire sono quelle con il filtro solare, anche se non si va in spiaggia
  • Per l’esposizione solare è sempre bene prediligere le ore meno calde della giornata
  • Evitare di lavarsi troppo spesso e/o con saponi troppo aggressivi, poiché il rischio è quello di seccare eccessivamente la pelle, provocando xerosi e desquamazione
  • Evitare l’esposizione eccessiva a luoghi umidi o a fonti di calore eccessive, in quanto favoriscono l’aumento della temperatura cutanea e con essa il prurito
Dermatite da calore: consigli e dritte
Dermatite da calore: consigli e dritte

Dermatite da freddo: proteggiamo la pelle

In inverno la nostra pelle è maggiormente sotto stress, in quanto tende a seccarsi per via del freddo portando ad arrossamenti e screpolature. 

Un ruolo determinante in ciò lo hanno anche i vasi sanguigni, che si contraggono apportando meno nutrimento alla pelle stessa.

La dermatite da freddo può essere constatata proteggendo la pelle con costanza, attuando i seguenti consigli: 

  • Idratare la pelle ogni giorno e/o dopo la doccia con una crema adatta
  • Evitare docce troppo frequenti e/o troppo calde, poiché provocano una sottrazione di lipidi alla pelle, rendendola secca
  • Evitare l’uso di detergenti aggressivi, ma preferire prodotti neutri, non schiumosi e privi di saponi, profumi ed altri elementi potenzialmente irritanti
  • Dopo la doccia, tamponare la pelle e non sfregarla
  • Attenzione al riscaldamento domestico, che tende a seccare la pelle e a provocare irritazione, xerosi, lichenificazione e desquamazione
Dermatite da freddo: proteggiamo la pelle
Dermatite da freddo: proteggiamo la pelle

Come si evince, le buone pratiche da adottare per contrastare la dermatite da caldo e da freddo sono poche, ma decisamente essenziali. 

È chiaro che, in situazioni particolari o nei soggetti più sensibili, la consulenza medico-specialistica resta un punto saldo.

Fili di trazione per viso e collo: lifting effetto naturale

Fili di trazione per viso e collo: lifting effetto naturale

Una delle pratiche più richieste ed attuali per liftare viso e collo è quella di ricorrere ai fili di trazione. 

È una tecnica ottimale anche per chi ha rughe marcate, poiché l’effetto è praticamente immediato e si ha fin da subito un volto più fresco e disteso. 

Ma conosciamo più da vicino questa innovativa pratica. 

Lifting non chirurgico con fili di trazione: come funziona?

Lifting non chirurgico con fili di trazione: come funziona? 

I fili di trazione sono dei dispositivi medici realizzati con acido polilattico e acido ialuronico

Vengono posizionati in punti strategici da personale medico specializzato fungendo, appunto, da trazione per ridefinire l’ovale, ridurre le rughe della marionetta e le pieghe naso-labiali, nonché per riposizionare gli zigomi. 

L’obiettivo è quello di avere un effetto lifting senza chirurgia, non intaccando né la fisionomia, né i lineamenti della paziente.  

Oltre che per il viso ed il collo, i fili di trazione possono essere usati anche per ringiovanire alcune zone del corpo come il décolleté e l’avambraccio. 

Lifting non chirurgico con fili di trazione: come funziona?

I vantaggi

A differenza del lifting chirurgico, si evitano tutte le complicanze eventuali e lo stress post operatorio dovuto all’intervento, nonché le antiestetiche cicatrici del caso.

Inoltre, grazie a questa tecnica, è possibile ottenere ancora altri interessanti vantaggi:

  • Azione liftante: attuata attraverso l’effetto meccanico della trazione stessa
  • Azione ringiovanente: avviene per mezzo del riposizionamento dei tessuti operato dai fili
  • Azione rivitalizzante: grazie alla composizione dei fili fatta di acido polilattico e ialuronico, che svolgono un effetto bioristrutturante decisivo

L’applicazione dei fili di trazione può essere realizzata solo da personale medico specializzato, in quanto richiede una tecnica ben precisa per dare armonia e perfezione al viso. 

Un ancoraggio errato può causare una ridefinizione delle forme non armonica. Ciò comprometterebbe l’estetica ed i lineamenti della paziente, oltre che a non ottenere il risultato sperato.

Lifting non chirurgico con fili di trazione: come funziona?

Come avviene 

Come sempre, prima di procedere con un qualunque tipo di intervento medico, è necessario effettuare un’analisi anamnestica per valutare lo stato della paziente a più livelli. Una volta che si ha il quadro clinico completo della paziente, il medico può dare o meno l’avallo all’esecuzione.

La procedura è di tipo ambulatoriale, dura circa 30 minuti in tutto ed abbisogna solo di una leggera anestesia locale per evitare di sentire il fastidio dovuto all’ancoraggio. 

Post trattamento, non vi sono particolari problematiche da evidenziare, in quanto non si ha né dolore, né gonfiore. 

La ripresa delle proprie attività lavorative, sportive e sociali può avvenire nell’immediato, senza particolari controindicazioni. 

I fili vengono riassorbiti gradualmente in un arco di tempo che può andare dai 12 ai 18 mesi. Questo vuol dire che il trattamento può essere ripetuto nel tempo, valutando lo stato dell’invecchiamento dei tessuti. 

Gli effetti sono immediati e molto naturali, non vanno ad inficiare la mimica facciale, né i lineamenti originali della paziente, ma solo a ridare freschezza e bellezza al proprio volto.

Iperidrosi: come eliminare la sudorazione eccessiva con il botulino

La sudorazione eccessiva, chiamata iperidrosi, è una problematica dai risvolti psicologici e logistici davvero imbarazzanti. 

Sudare è un meccanismo fisiologico, questo è vero, ma occorre considerare che normalmente il nostro corpo produce circa mezzo litro di sudore al giorno. Ma quando la temperatura corporea sale, si possono addirittura espellere più di due litri di sudore all’ora. 

È chiaro che, in tali circostanze, l’iperidrosi possa provocare ben più di un semplice imbarazzo, ma divenire finanche “pericolosa”: basti pensare a chi, a causa delle mani troppo bagnate, rischia di farsi male con qualunque oggetto tocchi. 

Oggi una soluzione di rapido effetto ci viene offerta dalla tossina botulinica, attraverso un trattamento specifico e mirato. 

Iperidrosi: come eliminare la sudorazione eccessiva con il botulino

Perché si suda così tanto?

Come accennato, il sudore è un meccanismo del tutto fisiologico, che serve all’organismo per termoregolarsi. Si manifesta prettamente nella zona toracica, del collo e della fronte, ma anche ai palmi delle mani e sotto le piante dei piedi. 

Al di là della semplice fisiologia, ci sono alcune cause che possono provocare l’iperidrosi come stati di ansia protratti, paura, sentimenti di varia natura emotiva, ecc. A ciò si aggiungono particolari patologie come l’obesità o gli scompensi ormonali, che possono contribuire ad un’eccessiva produzione di sudore. 

Secondo la letteratura, circa 1-2% della popolazione mondiale ha un’ipersudorazione dovuta all’iperattività del sistema nervoso vegetativo, che solitamente coinvolge le zone dei cavi ascellari, delle mani e dei piedi. 

Iperidrosi: come eliminare la sudorazione eccessiva con il botulino

Si evince, dunque, che l’iperidrosi è un fenomeno di natura decisamente molto ampia. Prima di affrontare qualunque tipo di cura e/o rimedio, è necessario effettuare prima un’analisi anamnestica

Questa può essere effettuata anche attraverso il test di Minor, ma solitamente la scelta resta al medico specialista. 

Rimedi per l’iperidrosi

Dopo aver effettuato l’analisi anamnestica, lo specialista sarà in grado di evidenziare e consigliare quali siano i rimedi per l’iperidrosi più adatti al soggetto. 

Il primo è, ovviamente, quello di un trattamento a base di traspiranti, anche realizzati direttamente dal farmacista, ma sempre dietro prescrizione medica. 

Il più innovativo e performante è, invece, l’impiego del botulino per l’iperidrosi. 

Iperidrosi: come eliminare la sudorazione eccessiva con il botulino

Come funziona il trattamento con il botulino

Il botulino è una tossina che, in piccolissime quantità, viene utilizzata con successo nell’ambito di diversi trattamenti di dermatologia. 

Nel caso della sudorazione eccessiva, il botulino è impiegato per ridurre la comunicazione fra nervi e ghiandole sudoripare: in questo modo, si abbassa drasticamente la produzione di sudore. 

Il trattamento non è doloroso, né pericoloso, in quanto il farmaco viene semplicemente iniettato nella zona interessata all’iperidrosi attraverso un piccolo ago. 

Gli effetti cominciano a vedersi già dopo 4-5 giorni dal trattamento ed hanno una durata di circa 6-8 mesi, a seconda del soggetto e della sua risposta fisiologica. 

Dopo questo periodo, la tecnica può essere ripetuta senza problemi, almeno nella quasi totalità dei casi.

Mappatura dei nei: l’importanza della prevenzione

Mappatura dei nei: l’importanza della prevenzione

La prevenzione è l’arma più forte che si ha per contrastare la maggior parte delle patologie. Purtroppo, alcune tipologie di esami diagnostici sono più “sentite” di altre, ma non per questo meno importanti. 

Il mio riferimento va alla mappatura dei nei, ovvero al principale esame diagnostico di monitoraggio di eventuali lesioni cutanee. 

In veste di dermatologo, sono qui proprio per darvi maggiori informazioni sull’argomento. 

Mappatura dei nei: l’importanza della prevenzione
Mappatura dei nei: l’importanza della prevenzione

Controllo nei: uno screening fondamentale

Le più recenti tecnologie in fatto di controllo dei nei, trovano nella mappatura dei nevi uno screening essenziale, davvero salvavita. 

Tale esame viene svolto usando il dermatoscopio ad epiluminescenza, che consente di ingrandire dalle 10 alle 50 volte i nevi, permettendo un controllo ultrastrutturale capace di riconoscere eventuali lesioni sospette, invisibili ad occhio nudo. 

Controllo nei: uno screening fondamentale
Controllo nei: uno screening fondamentale
Controllo nei: uno screening fondamentale

La moderna dermatoscopia ha incrementato il successo delle diagnosi precoci, grazie proprio alla precisione della strumentazione attuale, che si attesta intorno al 92% rispetto ai vecchi metodi. 

Una diagnosi precoce vuol dire riuscire a definire ed arginare il problema, così che la presenza e l’avanzare di melanomi e tumori della pelle possa essere gestita in maniera repentina e con successo.

Controllo nei: uno screening fondamentale

Quando fare la mappatura dei nei 

A seconda della familiarità e delle patologie del paziente, il controllo dei nei pericolosi può essere consigliato con una precisa cadenza stabilita dallo specialista.

È chiaro che tutto ciò viene sempre anticipato da un’anamnesi del paziente, che offra al dermatologo un quadro ampio e preciso della salute generale del soggetto.

L’esame è completamente indolore e non necessita di attenzioni particolari e/o preparazione alcuna, prima di eseguirlo. Inoltre, è un esame di tipo ambulatoriale.

Quando fare la mappatura dei nei

Autovalutazione dei nevi

Soprattutto i soggetti che hanno familiarità con i nei pericolosi ed il melanoma, il consiglio è quello di eseguire un’autovalutazione mensile per controllare lo stato di macchie e nevi seguendo lo schema ABCD, ovvero: 

  • A: sta per Asimmetria della forma esterna. Se questa si presenta tondeggiante e simmetrica, non si corrono rischi. Ma se vi è asimmetria, è bene ricorrere subito al dermatologo
  • B: sta per Bordi. Questi devono essere regolari e ben definiti
  • C: sta per Colore. Un neo sano ha una colorazione omogenea
  • D: sta per Dinamica. Indica l’evoluzione dinamica e/o improvvisa dello schema ABC summenzionato. Se il nevo resta sempre uguale a se stesso, non ci si deve preoccupare
Controllo nei: uno screening fondamentale

L’autovalutazione dei nei è un ottimo modo per prendersi cura della propria salute, fra un controllo ed un altro, in quanto l’alterazione della simmetria, dei bordi e del colore deve far scattare un campanello d’allarme per ricorrere al consulto medico specialistico. 

La cultura della prevenzione a 360°

Concludo questo breve approfondimento con il rinnovo a prendersi cura di sé a 360°, con la consapevolezza che la prevenzione è, a tutt’oggi, l’unica vera arma che abbiamo per stare bene ed in salute. 

Ma soprattutto per agire tempestivamente e con largo anticipo, in caso di situazioni critiche.

Autovalutazione dei nevi con la mappatura
Autovalutazione dei nevi con la mappatura

LESC, la lipoemulsione sottocutanea con ultrasuoni

LESC, la lipoemulsione sottocutanea con ultrasuoni

Una delle tecniche più innovative ed interessanti per rimuovere la cellulite e i pannicoli adiposi localizzati è la LESC, la lipoemulsione sottocutanea con ultrasuoni. 

È la soluzione perfetta per eliminare, ad esempio, le maniglie dell’amore ed altri accumuli di grasso localizzato, ovvero in quei punti che, anche se ci si sottopone ad una dieta, è davvero difficile riuscire a snellire se non attraverso trattamenti mirati. 

Stesso discorso per la cellulite, che come ben sappiamo dipende da tutta una serie di fattori. 

In particolar modo, c’è da evidenziare che la LESC è una tecnica assolutamente mini invasiva. 

LESC, la lipoemulsione sottocutanea con ultrasuoni
LESC, la lipoemulsione sottocutanea con ultrasuoni

Come funziona la LESC 

La LESC viene realizzata attraverso un macchinario elettromedicale ad ultrasuoni di ultima generazione, provvisto di certificazione medicale. 

A livello strettamente tecnico, la caratteristica più innovativa e performante risiede nell’uso di cannule operatorie fredde, capaci di tenere una temperatura inferiore a 26 gradi anche utilizzandole per dieci ore di fila. Ciò assicura che tutte le retrazioni siano assolutamente naturali, non avendo generato denaturazione proteica del derma.

Tali cannule, che possono avere grandezze variabili, sono smusse: ciò evita che si possano provocare embolie gassose. Inoltre, l’ultrasuono viene emesso solo in punta, garantendo omogeneità tissutale, rispetto alla liposuzione tradizionale o altri trattamenti. 

Come funziona la LESC, la lipoemulsione sottocutanea con ultrasuoni

Chi può sottoporsi all’intervento?

Chiunque, l’importante è avere l’avallo del medico specializzato

Trattandosi di una tecnica legata alla medicina estetica, è assolutamente obbligatorio eseguire un’anamnesi della paziente per definire lo stato di salute attuale e la presenza di patologie specifiche e/o predisposizione fisica o ereditaria. 

Una volta stabilito il quadro clinico e se questi è compatibile con un intervento del genere, lo specialista può dare o meno l’avallo per la LESC. 

È necessaria l’anestesia? Quanto dura?

L’intervento è di tipo ambulatoriale, basterà solo dell’anestetico locale nell’area interessata. 

Circa la durata, dipende dall’ampiezza delle zone da trattare. 

Come funziona la LESC, la lipoemulsione sottocutanea con ultrasuoni

Quali risultati si possono ottenere con la LESC?

Come sempre accade quando parliamo di trattamenti medico-estetici, il risultato dipende sia dalla risposta fisiologica del soggetto, sia dalle condizioni iniziali del paziente. 

Come funziona il post operatorio?

Dopo il trattamento è necessario indossare una guaina contenitiva per circa 15 giorni, ma la ripresa delle attività quotidiane è praticamente immediata, ad eccezion fatta per lo sport.

La LESC è certamente una tecnica da provare, valida in tutti quei casi in cui sia necessario un trattamento localizzato e soprattutto poco invasivo, capace di agire direttamente sul problema estetico, rimodellando la parte in maniera più armonica e riducendo gli inestetismi.

PRP, Plasma Ricco di Piastrine: impieghi nella medicina estetica

PRP, Plasma Ricco di Piastrine: impieghi nella medicina estetica

La medicina estetica può contare su innumerevoli e sempre più rilevanti tecniche, capaci di offrire risultati impensabili fino ad una manciata di anni fa. Più nello specifico, in questo articolo approfondiremo gli argomenti inerenti il PRP, ovvero il Plasma Ricco di Piastrine. 

Ne avevamo già parlato in passato in relazione alle cure per i capelli stressati dall’estate, soprattutto circa la stimolazione dei bulbi capillari nei soggetti affetti da problemi di alopecia androgenetica. Ma adesso ce ne occuperemo più dettagliatamente. 

Che cos’è il Plasma Ricco di Piastrine

Il Plasma Ricco di Piastrine è un prodotto di derivazione ematica, che viene realizzato attraverso una particolare centrifugazione del sangue del paziente stesso ed è volto a stimolare e promuovere la rigenerazione tissutale. 

Il PRP sfrutta l’azione dei fattori di crescita autologhi, ovvero appartenenti al paziente interessato.

In questo modo, si è certi di avere una limitata possibilità di rigetto da parte del paziente, evitando altresì complicanze tipicamente legate ad ogni intervento come reazioni immunologiche e/o allergie. 

A livello di nomenclatura, il PRP è l’acronimo di Platelet-Rich Plasma, ma in italiano viene anche chiamato gel piastrinico o pappa piastrinica. 

Che cos’è il Plasma Ricco di Piastrine

Come funziona

Il PRP fonda la sua importanza sull’ampia presenza delle piastrine al suo interno, che può arrivare fino a 7 volte il numero di piastrine presenti nel sangue “normale”

Tali piastrine racchiudono i cosiddetti fattori di crescita ed altri mediatori che vanno a lavorare in tandem per riparare i tessuti danneggiati, influenzando altresì il comportamento delle altre cellule. 

Di fatto, tale azione è completamente naturale, proprio perché il prelievo del sangue avviene direttamente dal paziente stesso ed anche perché promuove quello che è un normale meccanismo fisiologico, soltanto sostenuto, qui, da un concentrato di piastrine migliorato attraverso la centrifugazione. 

Quando viene impiegato

Il Plasma Ricco di Piastrine viene impiegato sia della chirurgia rigenerativa, che in quella plastica. Dunque, in tutti quei casi in cui vi sia un tessuto danneggiato

Per dovere di precisione, il PRP è attualmente testato anche in altri ambiti e fra qualche anno, probabilmente, avremo nuove modalità di impiego finora ancora sconosciute.

Quando viene impiegato il Prp. plasma ricco di piastrine

Come viene realizzato il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) 

Come dicevamo in apertura, il PRP è un prodotto di derivazione ematica ed il sangue viene prelevato direttamente dal paziente che deve effettuare il trattamento. 

Il campione prelevato è modesto, dunque nessun salasso, assolutamente. 

Una volta prelevato il sangue, avviene la centrifugazione ad opera di uno speciale macchinario medico. A questo punto, il plasma si “divide” in tre strati di interesse: PRP, PPP (Plasma Povero di Piastrine) ed il globuli rossi. 

Chiaramente, il PPP viene scartato, mentre il PRP viene isolato e combinato con un attivatore piastrinico, così da poter essere somministrato al paziente. 

Come viene impiegato nella chirurgia estetica il PRP

Strettamente nel campo della chirurgia estetica, il PRP viene impiegato per la rigenerazione cutanea, ovvero per darle maggiore consistenza e luminosità. Di fatto, si tratta di un innovativo sistema di rinnovamento cellulare caldeggiato proprio dall’alto numero di piastrine e, soprattutto, dai fattori di crescita in esse contenute. 

La procedura è quasi sempre iniettiva e non richiede anestesia

Come viene impiegato nella chirurgia estetica il PRP

Piccole punturine possono essere fatte su viso, collo e décolleté per migliorare l’aspetto e la consistenza della cute, in maniera davvero sorprendente. 

Le controindicazioni sono minime, essendo un trattamento di origine autologa, ed assolutamente trascurabili. Mentre i risultati effettivi si vedono dopo due settimane, il tempo necessario per l’azione piastrinica completa. 

Naturalmente, non è un trattamento definitivo, ma deve e può essere ripetuto nel tempo. Allo stesso modo, risente di variabili esclusivamente soggettive. 

Come viene impiegato nella chirurgia estetica il PRP
Come viene impiegato nella chirurgia estetica il PRP

Trattamento di medicina rigenerativa con PRP: a chi è consigliato?

In linea generale, chiunque può godere degli effetti positivi di un trattamento di medicina rigenerativa realizzato con il Plasma Ricco di Piastrine. 

Sono da escludere, però, i soggetti che presentano patologie legate al sangue, come alterazioni della coagulazione, pazienti con tumori ematologici o con malattie infettive in fase acuta. 

Come sempre, il consiglio è di affidarsi ad uno specialista serio e certificato, che sappia operare una precisa diagnosi differenziale ed avere un quadro clinico preciso del paziente, consigliandolo al meglio su cosa può o non può fare. 

Rinofiller, correggere il naso senza chirurgia

Rinofiller, correggere il naso senza chirurgia

Non tutti sono disposti a sottoporsi ad un intervento chirurgico, e ciò per una serie di motivi anche molto differenti fra loro. Per questo, la medicina estetica moderna ha ideato soluzioni versatili e più snelle per consentire di ottenere dei risultati soddisfacenti pur non ricorrendo al bisturi, una fra queste è il rinofiller al naso. 

Il rinofiller è una procedura che amo particolarmente sia per la sua funzionalità, che per la naturalezza dei risultati che si possono raggiungere. 

Rinofiller, correggere il naso senza chirurgia

Che cos’è il rinofiller al naso e come funziona 

Il rinofiller è una tecnica medico-estetica che permette di correggere piccoli difetti estetici del naso, senza ricorrere alla chirurgia. Il suo “segreto” consta nell’iniezione di filler volumizzanti ad effetto temporaneo come l’acido ialuronico.

Tale filler dermico viene iniettato lì dove vi è la necessità di correggere un difetto, come ad esempio all’interno delle aree irregolari del naso che, così riempite, vanno ad eliminare piccole gobbe o mende afferenti al dorso o alla punta delle narici.

Che cos’è il rinofiller e come funziona
Che cos’è il rinofiller e come funziona

I risultati sono sempre molto naturali, ma occorre precisare una cosa: la durata del rinofiller è temporanea. Infatti, i filler dermici utilizzati sono studiati per essere progressivamente assorbiti dal corpo.

Di fatto, gli effetti hanno una durata non più lunga di 12 mesi, dopodiché la procedura può essere ripetuta senza problemi. 

Rinofiller al naso: domande e risposte

Come sempre accade quando si tratta di trattamenti, interventi e soprattutto nel caso di nuove procedure medico-estetiche, è chiaro che le pazienti vogliano maggiori delucidazioni in merito. E, magari, delle semplici indicazioni come quelle appena fornite non siano sufficienti. 

Ecco allora una serie di domande con relative risposte, utili per comprendere al meglio la tipologia di procedura e cosa comporta. 

Chi può farlo?

In linea generale, chiunque può effettuare un trattamento di rinofiller. 

Naturalmente, sarà cura del medico compiere un’anamnesi completa per evidenziare ogni aspetto del singolo paziente, così da avere un quadro chiaro e ben preciso prima di dare il consenso a procedere con il trattamento.

Quando è consigliato il rinofiller al naso?

In tutte quei casi in cui vi sono piccoli difetti da correggere e si vuole rimodellare il naso senza ricorrere alla rinoplastica chirurgica. 

Anche in questo caso, sarà il medico a valutare e consigliare il rinofiller come alternativa valida, in quanto c’è da considerare che tale procedura riesce a correggere solo alcune situazioni. 

Di certo, può essere un valido primo passo per confermare, in futuro, un duraturo intervento chirurgico che non abbia effetti solo temporanei come il rinofiller.

Quando è consigliato il rinofiller al naso?

Quanto dura la procedura? Fa male?

La procedura è ambulatoriale e dura circa 15 minuti. Il filler viene iniettato con un piccolo ago, dunque tutto ciò che si sente è solo il fastidio della punturina in sé. 

Necessita di anestesia?

Assolutamente no.

Che controindicazioni ci sono?

Proprio perché non necessita né di sedazione, né di anestesia, circa il trattamento di rinofiller al naso non ci sono controindicazioni rilevanti da segnalare.

C’è un periodo di convalescenza da osservare?

No, nessuno. La ripresa delle proprie attività lavorative, sociali e sportive può essere immediata.

Che costo ha il rinofiller? 

Ogni specialista ha un suo onorario, ma in genere i costi del rinofiller al naso sono decisamente contenuti, rispetto ad un intervento di rinoplastica. 

Naso perfetto senza bisturi: trovare l’armonia del proprio viso

Il rinofiller può, di fatto, essere definito anche come una rinoplastica non chirurgica, un modo decisamente intelligente per trovare l’armonia del proprio viso, senza avere le classiche problematiche potenziali legate ad un intervento. 

Naso perfetto senza bisturi: trovare l’armonia del proprio viso

Grazie alle nuove tecniche disponibili, in poco tempo ci si può guardare allo specchio con occhi nuovi, con un naso rimodellato completamente che, magari, è stato il vostro cruccio estetico per anni.

Come partner del #ProgettoBellessere, sono sempre a disposizione per una consulenza personalizzata: contattatemi attraverso il form del sito!

Prima di lasciarvi, colgo l’occasione per augurarvi un sereno Natale: siate felici!

Blefaroplastica, un intervento per ringiovanire lo sguardo

Blefaroplastica, un intervento per ringiovanire lo sguardo

È ben noto che gli occhi siano lo specchio dell’anima. Esprimono le nostre emozioni, anche quelle più private, le nostre paure, le sfumature emotive.

Ma rappresentano anche una parte del viso importantissima, molto delicata, che subisce il passare del tempo e lo stress, ed è costantemente esposta agli agenti esterni.

La medicina estetica, conscia di tali fattori, ha da tempo un asso nella manica per ringiovanire lo sguardo: la blefaroplastica. 

Si tratta di un intervento mirato, efficace, che va a migliorare nettamente gli inestetismi legati alla zona occhi. Vediamo assieme di cosa si tratta. 

Intervento di blefaroplastica: che cos’è?

Questa operazione rientra fra le competenze della medicina estetica. Di fatti, dunque, va ad agire su borse, rughe, grinze ed eccessi di cute che, solitamente, possono trovarsi nella zona occhi ed appesantire lo sguardo.

In genere, si distingue fra interventi di blefaroplastica superiore ed inferiore, poiché a seconda del caso si può agire anche solo in una di queste zone dell’occhio e non su entrambe. 

Chiaramente, tale questione viene approfondita e decisa dal chirurgo estetico durante le visite pre operatorie, a seguito di tutte le valutazioni del singolo caso. 

Intervento di blefaroplastica: che cos’è?

Chirurgia della palpebra superiore ed inferiore

Questa tipologia di intervento riesce a dare una nuova luce alla zona occhi, poiché va a distendere le palpebre cadenti, superiori o inferiori che siano, dando freschezza allo sguardo. 

Allo stesso modo, si agisce sull’eliminazione delle borse sotto agli occhi, che appesantiscono lo sguardo dando un’aria sempre stanca. 

Naturalmente, ci sono dei limiti. La blefaroplastica non va ad eliminare le zampe di gallina, ma queste possono comunque godere di un miglioramento notevole proprio in virtù della distensione ritrovata della palpebra. 

Allo stesso modo, questo intervento non va ad agire sulle occhiaie, né sull’abbassamento del sopracciglio. 

Modalità, tempistiche e post operatorio della blefaroplastica

L’intervento di blefaroplastica viene solitamente realizzato in day hospital, eseguito con anestesia locale e, lì dove si renda necessario, con un leggera sedazione. 

L’operazione dura meno di un’ora e già dopo 5 giorni si possono rimuovere i punti di sutura, riprendendo la vita normale.

Le cicatrici restano ben nascoste nella piega palpebrale, praticamente invisibili ad occhio nudo. 

Chirurgia estetica zona occhi: nuova luce allo sguardo

Gli inestetismi cutanei, specie in zone così delicate ed evidenti come quella della occhi, possono rappresentare un serio problema estetico, difficile da accettare e che non ci fa stare bene con noi stessi. 

Ma grazie alla chirurgia estetica si può tornare ad avere uno sguardo fresco, leggero, attraverso un intervento che è ormai consolidato come di routine nell’ambito medico e che prevede solo una piccola anestesia locale. 

Per una consulenza in merito alla possibilità di effettuare un intervento di blefaroplastica a Napoli, contattaci: siamo qui per te!

Trattamenti capelli post estate: 3 consigli da seguire

Trattamenti capelli post estate: 3 consigli da seguire

L’estate è la stagione più bella: mare, sole, relax assoluto. Ma chi pensa alle nostre chiome?

I trattamenti per i capelli post estate sono un vero e proprio obbligo, se si vuole mantenere una capigliatura sana e sempre lucente.

Purtroppo, salsedine e cloro non sono esattamente amici dei capelli, specie se parliamo di chiome colorate o decolorate con prodotti chimici, che tendono a seccarsi con molta facilità.

Dunque, come affrontare il problema? Semplice, seguendo i miei 3 consigli:

  1. Dieta sana ed equilibrata per rinforzare i capelli
  2. Prendersi cura dei propri capelli step to step
  3. Idratazione mirata dei capelli con i prodotti giusti

3 consigli per prendersi cura dei capelli dopo l’estate

Vediamo nel dettaglio ogni punto.

1# Dieta sana ed equilibrata per rinforzare i capelli

La salute passa anche e sopratutto dalla tavola, pertanto mai sottovalutare quanto sia importante una dieta sana ed equilibrata per rinforzare i capelli e ridargli nuovo vigore.

Nello specifico, è bene preferire con cibi ricchi di:

  • Omega 3: contenuto nel salmone, nei semi di lino e nella frutta secca, come le noci
  • Acido folico (vitamina B9): contenuto nelle verdure a foglia verde come lattuga, spinaci, ma anche broccoli, asparagi e carciofi. Ancora, è presente in arance, fragole, frutta secca, legumi, castagne, cavolfiore e cavoletti di Bruxelles

Naturalmente, questi cibi fanno bene non solo ai capelli, ma garantiscono un interessante apporto di nutrienti ottimali per la salute, in generale.

2# Prendersi cura dei propri capelli step to step

Così come accade per ogni trattamento dedicato a se stessi, tutto deve seguire un iter e procedere per passi. È inutile bombardare i propri capelli di trattamenti un solo giorno e poi dimenticarsene, fino alla prossima estate.

Meglio andare per gradi ed assicurarsi che, ad ogni shampoo, ci sia un momento per concedersi una maschera nuova, un impacco pre shampoo o un balsamo specifico.

Avere un routine di bellezza è necessario, onde evitare di ritrovarsi con capelli stopposi e poco idratati, che non rispondono più a nulla se non al taglio netto del parrucchiere.

3# Idratazione mirata dei capelli con i prodotti giusti

In genere, tutti i capelli necessitano di idratazione dopo l’estate. Soprattutto quelli già di base tendenti al secco o quelli colorati con tinte chimiche.

Il consiglio è quello di usare prodotti specifici già al mare o in piscina, così che la chioma riesca a mantenere un certo livello di idratazione. In pratica, è utile giocare d’anticipo e non aspettare di tornare a casa dalle vacanze.

È importante ricordarsi di usare sempre prodotti di qualità, che sappiano idratare nel modo giusto a seconda della tipologia di capello. Naturalmente, che siano anche delicati, considerata la frequenza maggiore degli shampoo.

Al ritorno, invece, è bene puntare su prodotti più corposi, da usare rigorosamente su lunghezze e punte, mai sulla cute.

Trattamenti per capelli speciali: cosa può fare la medicina estetica

Diverso è il discorso, se parliamo di trattamenti per capelli relativi alla medicina estetica.

È chiaro che in questo frangente si tratta di vere e proprie terapie, che solo uno specialista può consigliare, prescrivere ed eseguire.

Forse è lapalissiano precisarlo, ma tali terapie sono mirate a risolvere problemi più importanti, rispetto alla semplice secchezza delle punte. Pertanto, non sono attuabili su chiunque con leggerezza.

Sarà il medico a definire, in base all’anamnesi del paziente, quali trattamenti per capelli sono più indicati per risolvere uno specifico problema.

Ad esempio, per la stimolazione dei bulbi in caso di caduta dei capelli è particolarmente apprezzato il PRP (plasma ricco di piastrine), un trattamento per capelli di medicina rigenerativa che prevede l’impiego di un concentrato di piastrine autologo (cioè del paziente ndr) ottenuto mediante centrifugazione del sangue.

I problemi dei capelli non devono essere più tali e, oggi, abbiamo a disposizione un insieme decisamente ampio di soluzioni e terapie da valutare, per ogni singolo caso.

Per una consulenza personalizzata, contattateci: insieme è meglio!