Paura di invecchiare: abbracciamo l’età con consapevolezza

La paura di invecchiare è di per sé un fenomeno alquanto comune

Essa colpisce uomini e donne, sebbene sembrerebbe più diffusa tra queste ultime a partire dai 30 e i 40 anni.

Alcuni la chiamano “Sindrome di Dorian Gray”, facendo riferimento al protagonista del noto romanzo di Oscar Wilde. Diversi psicologi si riferiscono alla “geracoscofobia”, che più specificamente indica la paura di perdere il controllo sul proprio corpo. Altri, ancora, parlano di “perfezionismo patologico“. 

Insomma, diversi nomi e modi per definire le situazioni in cui la ben nota paura di invecchiare si intensifica al punto da trasformarsi in una vera e propria patologia.

Quando si comincia ad invecchiare?


Secondo diversi studi, il corpo inizierebbe ad invecchiare biologicamente a 22 anni, ma solo con il tempo ci accorgiamo di questo cambiamento. Si tratta di un’azione irreversibile e, come tale, è comprensibile che possa generare ansia, inquietudine e angoscia. 

L’invecchiamento ed i suoi segni su di noi ci ricordano che il tempo scorre e che dinanzi ad esso siamo impotenti. Ci ricordano, in una parola, che siamo mortali.

Ecco allora che fanno capolino i rimpianti, le aspettative disattese, il timore di non farcela a realizzare ciò che si desidera, di essere fuori tempo massimo. E soprattutto arriva lei: la paura di non essere più desiderabili.

Il ruolo della società: l’illusione dell’eterna giovinezza 

La società di certo non ci aiuta in questo processo di accettazione, anzi sembra evidente che essa neghi la natura mortale degli uomini. Si parla sempre meno della morte, i funerali sono diventati sempre più rapidi, segno di una tendenza a liquidare la cosa nel più breve tempo possibile. 

Viviamo da immortali, coltivando di conseguenza l’illusione della nostra onnipotenza ed eternità.

Ci vengono proposti fisici perfetti, visi giovanissimi: in questo scenario diventa difficile per noi donne amare noi stesse, il nostro corpo, la nostra pelle e le imperfezioni. A ciò possiamo aggiungere che spesso si crea una discrepanza tra l’età che sentiamo di avere in base alla nostra vitalità e al nostro animo, e quella che segna il nostro corpo. 

Da qui il desiderio di migliorarsi, ricorrendo a diversi specialisti della bellezza per correggere i segni dell’età. Ciò aiuta molte donne dando loro la possibilità di piacersi ancora e sentirsi più in armonia con la propria età.

Paura di invecchiare e psicopatologia

Ci sono situazioni in cui, tuttavia, questo tipo di aiuto sembra non bastare. Si tratta di quei casi in cui, come dicevamo, la paura dell’invecchiamento si trasforma in qualcosa di più importante dando luogo ad una vera e propria psicopatologia.


La volontà di migliorarsi, magari anche ricorrendo all’aiuto di uno specialista, cede il passo ad un accanimento sul proprio corpo pretendendo da questo un’immagine sempre più giovane e senza tempo. 

Lo sanno bene i medici e i chirurghi estetici, che, in questi casi, si trovano a costatare che il loro intervento sembri non bastare mai, rischia di non lasciare mai pienamente soddisfatte le pazienti e a dover, a volte, addirittura rifiutarsi di effettuare ulteriori interventi, mettendo loro quel limite che queste non riescono a darsi.

In tali casi, infatti, si tratta di una profonda difficoltà della persona a piacersi e ad accettarsi, in un tentativo di raggiungere un’immagine di sé ideale e per loro perfetta

I rotocalchi sono pieni di esempi di donne bellissime, che in questa estenuante ricerca di un’immagine giovane e perfetta di sé hanno letteralmente deturpato il proprio corpo.

Ma che cosa si vuole cancellare realmente in questi casi?

Il corpo, e ancor di più il nostro viso, raccontano chi siamo, la nostra storia, parlano delle emozioni che quotidianamente viviamo. Attraverso il gioco delle somiglianze ci riportano alla nostra famiglia di origine, le nostre espressioni rivelano quello che proviamo. 

Il tentativo ostinato di ottenere un viso sempre più teso e più giovane, può essere collegato al bisogno di prendere le distanze, di cancellare tutto questo, negare i propri vissuti. 

L’aspetto esteriore lo possiamo manipolare, controllare, cancellare. E tutto ciò è in qualche modo rassicurante. Cosa che invece non si può fare con ciò che abbiamo all’interno, ovvero la nostra psiche, quel disagio del sentirsi non apprezzata, non desiderata.

In tali casi, può essere utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta. 

Ma anche chirurgo plastico può avvalersi, in fase di valutazione e presa in carico, di una consulenza con uno psicologo, per discriminare le situazioni in cui le pazienti cerchino, attraverso un intervento sul proprio corpo, di risolvere questioni e nodi che invece riguardano altro.

Contrastare l’accanimento estetico: partiamo da noi stesse

Si tratta di cambiare prospettiva, spostare il riflettore dall’esterno all’interno, al proprio mondo interiore. Ciò che non piace, ciò che spaventa o imbarazza, infatti, non ha nulla a che vedere con l’aspetto esteriore. 

A richiedere attenzione sono aspetti nascosti e spesso negati, che aspettano soltanto di essere accolti, di ricevere uno spazio di contenimento ed elaborazione. Si tratta di assumersi la piena responsabilità della cura di se stesse e del proprio Bellessere. 

Il primo passo è osservare, per poi accettare ed infine imparare a valorizzare il proprio mondo interno. Solo così si potrà ritrovare la serenità ed il modo migliore per vestire la propria età. 

E allora va bene farsi aiutare ad essere più belle, ma lontano da insani accanimenti, affidandosi agli specialisti giusti, lasciandosi consigliare da questi con buon senso e rispettando l’armonia delle forme del proprio corpo, della propria età e del proprio spirito. 

Se questo approfondimento parla di voi, del vostro vissuto più intimo al quale non sapete dare una definizione, il nostro staff di specialisti è a completa disposizione: contattateci per una consulenza

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